OPZIONE DONNA E QUOTA 103

Chi ha contributi versati entro il 1995 appartiene al cosiddetto sistema misto, con un sistema di calcolo della pensione in parte retributivo e in parte contributivo.
I requisiti fondamentali sono due:
- Il requisito di vecchiaia prevede un minimo di 67 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione.
- Pensione anticipata prevede almeno 42 anni di contributi e 10 mesi per i maschi e 41 anni e dieci mesi per le donne
Ma attenzione, i requisiti non sono fissi e immutabili, ma vengono aggiornati ogni due anni in funzione dell’andamento della speranza di vita. Il momento della pensione è quindi “solo” un valore stimato, che va monitorato nel tempo: più anni mancano alla pensione, maggiore sarà la variabilità della stima.
Il prossimo adeguamento sarà nel 2027 e, guardando ai dati, è ragionevole immaginare che potrà essere di 3 mesi. Più vicini si è alla pensione, maggiore sarà la «certezza» sulla data.
A questi requisiti vanno poi aggiunte le misure temporanee o sperimentali, come Quota 103 e Opzione Donna, che si rivolgono sempre ai lavoratori che hanno iniziato a contribuire entro il 1995.
Ma come funzionano Quota 103?
sommando gli anni anagrafici con gli anni di contribuzione.
- 62 anni di età e
- 41 anni di contributi
Fino al momento in cui si raggiungono i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, il tetto dell’importo della pensione non può superare l’importo pari a quattro volte la pensione minima.
Il 2025 ha confermato anche l’incentivo al c.d. “bonus Maroni” previsto per premiare chi, pur avendo i requisiti di quota 103, decida di continuare a lavorare.
Come funziona opzione Donna?
Opzione Donna, rimane anche per il 2025 una misura limitata solamente ad alcune precise casistiche:
- •caregiver: bisogna assistere da almeno 6 mesi un coniuge o un parente convivente di primo grado (che può essere anche di secondo grado qualora il coniuge o i genitori della persona non autosufficiente abbiano più di 70 anni).
- •invalide civili almeno al 74%
- •licenziate o dipendenti di aziende in crisi (deve essere attivo un tavolo presso il Ministero delle Imprese per la gestione dello stato di crisi)
Se si rientra in una di queste categorie, è possibile andare in pensione se entro il 31/12/2024 sono stati maturati almeno 61 anni di età con almeno 35 di contribuzione. L’assegno viene però integralmente ricalcolato con il metodo contributivo.

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