
Perché è cosi importante parlare di Previdenza Integrativa nel 2025?
I motivi principali sono tre: 1) bassa natalità; 2) precarietà nel mondo del lavoro; 3) crescente longevità
In Italia si nasce sempre meno, si inizia a lavorare sempre più tardi in un mondo del lavoro sempre più precario e si vive sempre più a lungo.
Mettendo insieme questi elementi viene fuori un mix demo-socio-economico che destabilizza e per certi versi rovescia equilibri consolidati sui quali si reggono e reggevano i sistemi di welfare.
Nel 2023 si è toccato il minimo storico nel numero delle nascite, con circa 380.000 neonate e neonati. Molto meno della metà delle 960.336 nascite del 1963. Si può affermare che le nascite, rapidamente e in modo permanente si sono più che dimezzate nell’arco di 50 anni.
Cosa significa tuto ciò? E’ evidente come i (pochi) nuovi nati sempre meno possano bastare a sostenere i (tanti) che si avvicinano e si avvicineranno alla pensione. Precarietà nel mondo del lavoro.. si entra nel mondo del lavoro sempre più tardi, in un mercato precario. E si rischia di essere espulsi dal mondo del lavoro troppo presto.
Secondo i dati il 90% dei ragazzi e delle ragazze trova la prima occupazione oggi in Italia a 32 anni.
Il lavoro genera ricchezza in sé, ma anche per la collettività. Più si lavora, maggiori sono le entrate tributarie, maggiori sono i contributi versati, per se stessi e per il sistema.
Nel 1950 il 90% dei ragazzi e delle ragazze trovava il primo impiego entro i 22 anni
Dieci anni in meno di lavoro che difficilmente verranno recuperati, anche perché una volta entrati nel mondo del lavoro, non tutto fila via liscio, anzi.
Dopo i 50 anni il tasso di occupazione secondo l’ISTAT è del 60%
Se i lavoratori sono di meno, lavorano per un numero di anni inferiore e con redditi precari è inevitabile che le risorse sulle quali può contare lo Stato siano destinate a diminuire.
Crescente longevità.. vivremo sempre più a lungo: lo sappiamo. Ma è una sfida completamente nuova, in Italia come all’estero. I dati ci raccontano di una crescita spettacolare nel corso degli ultimi cento anni. E che, secondo le ultime previsioni ISTAT, continuerà a crescere da qui ai prossimi 50 anni. Siamo di fronte ad un fenomeno nuovo, che non era mai capitato nella storia dell’umanità, in Italia come in tanti altri Paesi ed è una sfida a cui molti stati compresi il nostro non hanno trovato ancora soluzione.

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